Consumi energetici. Un cruccio per ognuno di noi, specialmente se parliamo di un anno che si apre nell’incertezza più totale.

C’è un motivo però, se esiste tutto un ecosistema di imprese (di cui facciamo parte), che promuove la transizione energetica in ogni sua forma. E no, non è quello che pensate voi, perchè lo sappiamo che state pensando alla convenienza economica di costruire un ecosistema basato si fondi del PNRR e sul dibattito sulla transizione energetica.

Vi stupirà però sapere che non è così, o almeno non totalmente, e il motivo risiede anche nell’argomento che trattiamo oggi. Parliamo oggi infatti dei CERTIFICATI BIANCHI.

Il meccanismo che premia chi è più efficiente

I Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica – T.E.E), sono titoli negoziabili che attestano il risparmio energetico che una azienda riesce ad ottenere effettuando interventi legati all’efficientamento energetico.

Ogni titolo equivale a una tonnellata equivalente di petrolio (TEP) risparmiata.
Come funziona:

  • Realizzi un impianto o intervento che riduce i consumi.
  • Documenti il risparmio e lo comunichi al GSE.
  • Ricevi titoli proporzionali al risparmio, monetizzabili sul mercato o utilizzabili per compensare obblighi normativi.

Un meccanismo semplice, ma potente: più investi in sostenibilita’, più guadagni.

Fotovoltaico, biogas e biometano: tre strade per tagliare costi e performare positivamente sul mercato

Non parliamo solo di efficienza: oggi i Certificati Bianchi premiano anche le rinnovabili in ottica integrata

  • Fotovoltaico: l’autoconsumo determinato dalla produzione di energia elettrica da sistemi fotovoltaici, riduce l’ammontare di quella acquistata direttamente dalla rete, generando quindi risparmi certificabili. E non è tutto; perché è necessario considerare anche tutta la parte dedicata ai sistemi di accumulo (B.E.S.S). Ed è qui che il beneficio in termini energetici ed economici cresce.
  • Biogas e biometano: sostituire combustibili fossili con energia da matrici organiche significa ridurre emissioni e costi. Questa tecnologia, definita a volte troppo frettolosamente “di transizione”, ha in realtà un profondo valore intrinseco, in quanto permette di valorizzare materiali che a prima vista non hanno più alcuna valenza e utilità. In questo contesto sono gli impianti a più alto valore tecnologico ad ottenere i punteggi più alti in termini di T.E.P risparmiate. parliamo soprattutto di quelli dotati di sistemi di upgrading del biometano.

Tutti questi interventi si inseriscono in un ecosistema normativo (FER2, PNRR, crediti d’imposta) che moltiplica il ritorno sull’investimento.

Il nuovo “DL Certificati Bianchi”: una serie di obiettivi concreti

Il Decreto Certificati Bianchi ha introdotto novità decisive soprattutto se guardiamo ai due settori chiave: fotovoltaico e biometano.

  • Premialità decennale per interventi strutturali e per lo sviluppo di rinnovabili integrate con efficienza.
  • Procedure digitalizzate e più rapide.
  • 43% consumi fossili entro il 2030, con focus su sviluppo del biometano e fotovoltaico industriale, come previsto dagli obbiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) corrente.

Tradotto: chi investe oggi, si garantisce vantaggi che domani saranno indispensabili per sviluppare ulteriormente il proprio business

E la tua realtà quanto ci guadagna davvero? Ecco i numeri

Oltre alla sostenibilità, a cui come concetto diamo un’importanza capitale, vediamo di parlare anche di ROI in maniera concreta. Lo facciamo vedendo dati e numeri reali, cercando di comprendere quanto guadagna il tuo business da questo tipo di meccanismo:

  • Impianto fotovoltaico da 1 MWp (costruito in un territorio del nord Italia).
  • Costo investimento: 692.500 €.
  • Produzione annua: 1.300.000 kWh.
  • Risparmio in bolletta: circa 346.000 €/anno (autoconsumo + minor acquisto da rete).
  • Certificati Bianchi generati + risparmio: considerando come standard 1 T.E.P = 5.347 kWh, l’impianto genera circa 243 TEP/anno, equivalenti a 48.600 €
  • Payback dell’investimento: 1,7 anni.

Ecco cosa vuol dire credere nel potenziale delle energie rinnovabili.
Significa investire, sapendo già di accelerare le tempistiche di ritorno sull’investimento, liberando così risorse per nuovi progetti.

Capite come non parliamo di un bonus marginale, ma di una leva strategica che cambia le regole del gioco, rendendolo sempre più appetibile, redditizio e conveniente. Solo così si costruisce un ecosistema economico sempre più in grado di produrre #energiaallaportataditutti, e noi ci crediamo fermamente ormai da quasi 20 anni.

Non solo tecnologia al servizio dell’impresa, ma una nuova filosofia di business

Investire in rinnovabili e sfruttare i Certificati Bianchi, significa adottare un modello industriale competitivo, e capace di resistere agli scossoni determinati da fluttuazioni economiche. fenomeni sempre più imprevedibili e frequenti. Solo investendo in sostenibilità infatti:

  • Efficienza e rinnovabili diventano pilastri del business.
  • La sostenibilità può essere davvero integrata nei processi decisionali che la parte dirigenziale delle imprese deve intraprendere.
  • L’impresa si posiziona come stakeholder con caratteristiche di leader responsabile, capace di attrarre investitori e clienti sempre più interessati realmente al business di riferimento.

Nel 2026, ignorare questa dinamica equivale a perdere opportunità su opportunità, restringendo il perimetro del proprio sviluppo. Ricordate che il mercato premia chi investe; e oggi più che mai chi investe in tecnologie sostenibili.

Trasformiamo insieme la sostenibilità in profitto

I Certificati Bianchi non sono solo un incentivo: sono la prova che la tua azienda fa sul serio. Chi investe oggi in fotovoltaico, biogas e biometano costruisce un vantaggio che va oltre il ritorno economico.
Pensa ad un avvenire solido, basato su una reputazione credibile, e sulla capacità di governare un cambiamento improrogabile.