Un impianto BESS, acronimo di Battery Energy Storage System, è un’infrastruttura energetica che immagazzina l’energia elettrica prodotta in eccesso e la rende disponibile nei momenti di maggiore necessità. È composto da batterie, sistemi di conversione, software di gestione e dispositivi di sicurezza, ed è oggi la tecnologia più diffusa per massimizzare il valore dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici.
Nel contesto energetico attuale, caratterizzato da una crescente integrazione delle fonti rinnovabili e da una maggiore volatilità dei prezzi dell’energia, i sistemi di accumulo rappresentano una componente sempre più strategica per le imprese. Dopo aver già analizzato le caratteristiche tecniche di un sistema BESS, in questo articolo vediamo come si installa concretamente un impianto BESS: le fasi tecniche, autorizzative e operative da considerare per portarlo in piena operatività.
Questo sistema, integrato al fotovoltaico, aumenta l’autoconsumo energetico e riduce i picchi di prelievo, un meccanismo noto come peak shaving. Permette inoltre di partecipare in modo più selettivo ai mercati dei servizi di rete, una possibilità sempre più rilevante in un sistema elettrico decentralizzato, e contribuisce a garantire stabilità e flessibilità alla rete stessa.
Le fasi di installazione di un impianto BESS
Studio di fattibilità e progettazione
Il processo di installazione parte da una fase preliminare fondamentale: la progettazione. Questa fase comprende l’analisi del profilo energetico dell’utenza, la valutazione della produzione fotovoltaica e la definizione degli obiettivi economici, che siano autoconsumo, trading o partecipazione a servizi ancillari.
Dal punto di vista tecnico, si procede allo sviluppo degli schemi elettrici in corrente alternata e continua, al dimensionamento delle batterie e degli inverter bidirezionali (PCS) e alla progettazione dei sistemi ausiliari, come quelli HVAC e antincendio. Viene inoltre verificata la compatibilità tra BESS, impianto fotovoltaico e sistemi di controllo EMS/SCADA, un elemento essenziale per una gestione razionale dei flussi energetici. Una progettazione accurata in questa fase riduce i rischi di malfunzionamento, ottimizza i costi e massimizza le performance nel lungo periodo.
Iter autorizzativo: normativa e procedure
In Italia, l’installazione di un sistema BESS è regolata da un quadro normativo in rapida evoluzione, aggiornato dal Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024). Le principali modalità autorizzative per le aziende sono due: la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), utilizzata per siti industriali o aree già antropizzate, e l’Autorizzazione Unica (AU), riservata a progetti complessi o di grande scala.
L’iter può coinvolgere diversi enti, tra cui il Ministero dell’Ambiente (MASE), le Regioni e i Comuni, i gestori di rete, l’ARPA e i Vigili del Fuoco. I sistemi BESS sono inoltre considerati opere di pubblica utilità, in quanto contribuiscono a garantire la sicurezza e la stabilità del sistema elettrico nazionale.
Ingegneria esecutiva e preparazione del sito
Una volta ottenute le autorizzazioni, si passa alla fase di realizzazione: progettazione esecutiva di dettaglio, pianificazione delle attività (project management) e approvvigionamento dei componenti. Parallelamente si procede alla preparazione del sito, con la realizzazione delle fondazioni, la posa di cavidotti e infrastrutture elettriche e l’installazione del sistema di messa a terra. In questa fase è importante valutare con attenzione le condizioni ambientali, come temperatura e umidità, perché possono incidere in modo significativo sulla durata delle batterie.
Installazione dei sottosistemi
La fase di installazione vera e propria è il momento in cui il progetto diventa realtà. Il sistema è composto da diversi sottosistemi che ne fanno, di fatto, un “sistema di sistemi”: moduli di accumulo, PCS (gli inverter bidirezionali), trasformatori, quadri elettrici e sistemi di sicurezza. Le attività principali comprendono l’installazione dei container batteria, i collegamenti elettrici AC e DC, la configurazione del BMS e, infine, l’integrazione di tutti i sistemi di controllo.
Connessione alla rete e integrazione con il fotovoltaico
Uno degli aspetti più delicati del processo è la connessione alla rete e l’integrazione con l’impianto fotovoltaico. È necessario procedere al collegamento al punto di connessione in costante coordinamento con il gestore di rete, verificando periodicamente i parametri tramite test di compatibilità. Il sistema, correttamente configurato, rende programmabile l’energia rinnovabile, riduce le congestioni di rete e migliora l’efficienza operativa complessiva.
Commissioning: la messa in servizio
Il commissioning rappresenta la fase finale del processo e comprende le verifiche preliminari, come il controllo dell’installazione e la validazione FAT, le operazioni relative alla sicurezza, come messa a terra e protezioni elettriche, e i test operativi, tra cui cicli di carica e scarica, test prestazionali e simulazioni di esercizio. Al termine, il commissioning certifica che l’impianto è conforme e pronto per l’esercizio.
Impianto BESS e fotovoltaico: perché integrarli
I sistemi BESS rappresentano oggi una delle tecnologie più interessanti dell’intero panorama energetico europeo, oltre a una solida opportunità di investimento per chi è impegnato nella transizione energetica delle imprese. L’integrazione tra impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo trasforma un’infrastruttura tradizionale in una molto più flessibile, con capacità di produzione programmabile.
Un impianto fotovoltaico genera valore in funzione della produzione. Un impianto fotovoltaico abbinato a un BESS consente invece di ottimizzare il timing di immissione dell’energia in rete, riducendo il rischio di volatilità del prezzo. L’accesso a mercati diversificati permette inoltre una maggiore stabilizzazione dei flussi di cassa generati da questa tecnologia.
Revamping con sistemi di accumulo
Questa tecnologia rappresenta anche uno degli strumenti più efficaci per aumentare il valore di un portafoglio di asset esistenti. Il revamping con sistemi di accumulo permette infatti di riqualificare impianti già in esercizio senza richiedere nuove e complesse procedure di permitting, aprendo la strada a mercati come quello dei fondi di investimento, sempre più interessati a questo tipo di tecnologia.
Nel segmento utility-scale, i BESS stanno emergendo come una nuova classe di investimento infrastrutturale, capace di rendere più organica e gestibile la crescita delle rinnovabili non programmabili. Le esigenze di bilanciamento della rete, insieme allo sviluppo di strumenti come il capacity market e i meccanismi dedicati allo storage, sono fattori che continueranno a spingere l’ottimizzazione di questo tipo di investimento nei prossimi anni.
In uno scenario energetico sempre più complesso, questa tecnologia non è più un elemento accessorio per gli impianti C&I, ma una componente strategica per rendere questi progetti attrattivi sul mercato. Puntare su questa tecnologia significa garantirsi una maggiore prevedibilità dei ricavi, una diversificazione delle fonti di reddito e un allineamento agli obiettivi ESG in tema di decarbonizzazione, con ricadute positive anche sul piano reputazionale.
Per chi investe oggi, la capacità di integrare correttamente questa tecnologia all’interno di un progetto fotovoltaico sarà un fattore sempre più determinante per competere nel mercato energetico. Chi gestisce già un parco impianti sa quanto conti anche il servizio di manutenzione impianto fotovoltaico, che diventa ancora più complesso quando si aggiunge la componente di accumulo.
Domande frequenti sull’impianto BESS
Cos’è un impianto BESS?
Si tratta di un sistema di accumulo elettrochimico (Battery Energy Storage System) che immagazzina energia elettrica, in genere prodotta da un impianto fotovoltaico, e la rende disponibile nei momenti di maggiore necessità o quando è più conveniente immetterla in rete.
Come funziona un impianto BESS abbinato al fotovoltaico?
Il sistema accumula l’energia prodotta in eccesso dal fotovoltaico durante le ore di maggiore irraggiamento e la rilascia quando serve, aumentando l’autoconsumo, riducendo i picchi di prelievo e permettendo di scegliere il momento più conveniente per immettere energia in rete.
Quali autorizzazioni servono per un impianto BESS in Italia?
In base alla tipologia e alla scala del progetto, un impianto BESS può richiedere la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) o l’Autorizzazione Unica (AU), secondo quanto previsto dal Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024).
Perché conviene abbinare un impianto BESS a un impianto fotovoltaico esistente?
L’abbinamento consente di ottimizzare il timing di immissione dell’energia in rete, ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi e valorizzare l’investimento fotovoltaico esistente anche attraverso interventi di revamping.
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