Stile di vita Zero Waste: cosa significa?

zero waste - cosa significa

Zero Waste, tradotto letteralmente in italiano “rifiuti zero”, è uno stile di vita che spinge fortemente per la diminuzione della plastica monouso, sostituita da alternative eco-sostenibili e riutilizzabili nel tempo. Coloro i quali scelgono questo stile si impegnano ad eliminare articoli usa e getta (imballaggi alimentari, prodotti per l’igiene, per l’abbigliamento, ecc…), cercando alternative più eco-friendly e prive di polimeri plastici.

Rifiuti Zero: ecco gli obiettivi

L’obiettivo primario a cui tende lo Zero Waste è quello di non inviare alcun tipo di rifiuti in discarica o negli inceneritori. Questo non è ancora del tutto possibile per cause di forza maggiore che sfuggono al nostro controllo. L’obiettivo reale è quindi di minimizzare l’uso di oggetti plastici monouso e di ridurre l’impronta ambientale di ognuno, ispirando altri ad adottare il medesimo stile di vita.
Secondo i dati diffusi dal WWF nel report Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica ogni italiano produce 1 kg di plastica ogni cinque giorni. Il calcolo, su base annua, è piuttosto semplice: ogni cittadino genera 73 kg di rifiuti plastici ogni anno. Questa è la prova tangibile che anche una persona, nel suo piccolo, può fare la differenza.

La plastica non è Zero Waste

Plastica tradizionale e ideologia Rifiuti Zero sono proprio agli antipodi. La prima, infatti, è una risorsa non rinnovabile, prodotta dall’impiego intensivo di combustibili fossili (soprattutto petrolio). È ormai sotto gli occhi di tutti come il processo di estrazione del petrolio per la produzione di plastica (ma anche per altri scopi) sia ormai diventato insostenibile. La situazione si fa ancora più grave se si pensa che di tutta la plastica mondiale rimane un 9% non riciclato. Questo numero, apparentemente basso, in realtà porta con sé dei risvolti negativi: in primo luogo la plastica nelle discariche continua a produrre gas serra; in secondo luogo, impiega centinaia di anni per degradarsi (il primo pezzo di plastica mai prodotto sulla Terra deve ancora scomparire del tutto); in ultima, a causa del tempo e del degrado dovuto ad altri fattori, la plastica si può rompere e separare dando vita alle microplastiche, le principali responsabili dell’inquinamento dei mari e degli oceani.

Vivere Zero Waste: è realmente possibile?

Cominciare ad adottare l’ideologia Rifiuti Zero è certamente possibile e si può iniziare da diversi semplici aspetti. Un metodo piuttosto comune è concentrarsi su ciò che si getta nella spazzatura o si mette nei bidoni della raccolta differenziata. In questo modo, infatti, si può capire quale tipo di rifiuti si produce di più. Ecco alcuni esempi: se si riempie spesso il bidoncino del rifiuto organico, una buona idea può essere quella di dare il via all’attività di compostaggio e di riutilizzare il compost per concimare il proprio orto o le piante del proprio giardino. Se, invece, il proprio cestino è colmo di salviette e fazzoletti di carta, un ottimo punto d’inizio è l’impiego di tovaglioli di stoffa e panni per la pulizia multiuso (riciclabili da vecchi asciugamani). In ultima, se i rifiuti prodotti maggiormente riguardano il packaging per gli alimenti, una soluzione può essere quella di acquistare cibi con confezioni biodegradabili (per esempio, già da un po’, nei reparti ortofrutta dei supermercati si trovano soltanto sacchetti biodegradabili).
Prima di liberarsi di tutti gli oggetti in plastica e monouso per passare ad uno stile di vita Zero Waste, bisogna ricordarsi che questi possono essere prima riutilizzati e poi riciclati. Solo a questo punto, infatti, si è veramente pronti per scegliere delle alternative più eco-friendly. Alcuni prodotti di uso quotidiano che contribuiscono ad una riduzione dei rifiuti (e, con il tempo, delle spese) possono essere: bottiglie in acciaio o vetro, borse per la spesa riutilizzabili e contenitori alimentari in vetro o metallo.

Shopping di seconda mano

Addentrandosi ancora di più nello stile Rifiuti Zero si può trovarsi di fronte alla scelta di acquistare abiti e oggetti di seconda mano al posto di cercare qualcosa di nuovo. Infatti, gli oggetti di seconda mano permettono sia di risparmiare, sia di togliere articoli dal flusso di rifiuti.

Zero Waste e salute

Ridurre l’impiego della plastica per la conservazione e il confezionamento, permette ai cibi di entrare meno in contatto con questo materiale. Ciò significa che il nostro organismo è esposto in modo inferiore al BPA (bisfenolo A), potenzialmente cancerogeno, e agli ftalati (pericolosi per il sistema endocrino).
Esistono anche dei benefici per la salute indiretti: evitare pasti e snack confezionati permette anche di scegliere cibi meno elaborati e, pertanto, più salutari.

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