Biogas agricolo: i perchè di un ritorno al centro della transizione energetica

 

Il biogas agricolo è tornato centrale per sicurezza energetica, policy UE e domanda industriale. Questo perchè risulta il segmento più dinamico relativo al mercato delle energie rinnovabili in questo momento, con una crescita interessante in termini di impianti e investimenti.

L’agricoltura in tale contesto diventa un asset strategico nella produzione di energia rinnovabile. Un mercato dove le opportunità concrete per gli investitori non mancano, ma che resta condizionato da diversi fattori. Non ultimi, alcune lungaggini normative che tendono a rallentare i processi di permitting e realizzazione di queste infrastrutture energetiche chiave per la transizione.

 

L’interesse cresce: I dati

Negli ultimi mesi il biogas agricolo è tornato al centro del dibattito energetico europeo, e non si tratta solo di una percezione degli esperti del settore: i principali report nell’ambito, confermano infatti una crescita reale e strutturale.

Secondo la European Biogas Association la produzione europea di biogas e biometano ha superato i 20 miliardi di m³ nel 2024. In questo computo il biometano rappresenta il segmento più dinamico con più di 5 miliardi di m³ prodotti. In Europa ad oggi si contano oltre 1.620 impianti di biometano in operatività.

E non è finita. Gli investimenti previsti per stimolare ulteriormente il settore, supereranno i 28 miliardi di euro al 2030.

Parallelamente, analisi indipendenti evidenziano una crescita accelerata della capacità produttiva dopo la crisi energetica del 2022, con un aumento del +34% tra il 2022 e il 2023.

Per gli investitori il segnale è chiaro:

il biogas non è più un segmento di nicchia, ma un mercato in fase di espansione industriale.

Perché proprio ora: i fattori che spingono il ritorno del biogas agricolo

L’Europa dipende ancora fortemente dalle importazioni di gas e ha bisogno di fonti energetiche domestiche, che siano programmabili. Per questo, puntare su una energia di sicuro affidamento (e soprattutto di produzione totalmente interna), è una scelta pagante nel panorama attuale, soprattutto a medio e lungo termine.

Il biogas agricolo risponde perfettamente a questa esigenza, in quanto garantisce il fatto di essere prodotto localmente, e di essere totalmente integrabile nelle reti esistenti.

Questo combustibile oltretutto possiede una caratteristica chiave, utilissima soprattutto nella programmazione dei cicli industriali. Garantisce Continuità operativa, in quanto non ha problemi di programmabilità.

Spinta normativa (REPowerEU e PNIEC)

Le politiche europee sono chiare sul punto, e c’è un obbiettivo che spicca su tutti:

35 miliardi di m³ di biometano entro il 2030

In questo scenario l’Italia può giocare un ruolo davvero importantissimo, portando i suoi target fino a 5–6 miliardi di m³ al 2030

Gli obbiettivi europei e nazionali, stanno trasformando il contesto degli investimenti, da un mercato di opportunità a un mercato legato ad una filiera industriale strategica. Il biogas non è più solo energia, secondo l’IEA infatti i residui agricoli e zootecnici sono una fonte primaria di feedstock. Il digestato inoltre, può sostituire i fertilizzanti chimici solitamente utilizzati per trattare i suoli prima e dopo la semina, e contribuire così al miglioramento della sostenibilità non solo delle coltivazioni, ma anche di tutti il processi collegati all’agricoltura.

Il risultato è un modello integrato: agricoltura + energia + gestione sostenibile dei rifiuti, che abbia l’obbiettivo di costruire un circolo virtuoso di economia circolare, in grado di essere pienamente sostenibile (ed anzi redditizio) dal punto di vista economico.

Crescita del biometano e nuovi modelli di business

Il passaggio da biogas (destinato alla sola generazione di elettricità o alla cogenerazione), a biometano, rappresenta il vero salto tecnologico. Una trasformazione che da impulso anche al settore industriale grazie a una serie di innegabili vantaggi:

  • accesso a più mercati di riferimento (trasporti, industria, immissione in rete)
  • maggiore valore economico della materia prodotta
  • meccanismi di certificazione che dimostrano la qualità superiore del combustibile prodotto

Nonostante la crescita tuttavia, il margine di sviluppo ancora inespresso è ancora enorme. Solo circa il 20%  delle biomasse, viene oggi utilizzato, e solo circa il 5% viene sfruttato a livello globale per la conversione a biogas e biometano.

Questo significa che il settore offre ancora spazio per nuovi impianti, opportunità di revamping e repowering e valorizzazione di asset esistenti.

Gli effetti attesi sul mercato

Il biometano sta attirando capitali dedicati a infrastrutture industriali e settore agricolo, stimolando una progressiva strutturazione del mercato.

Una parte significativa dello sviluppo del settore, passerà ancora necessariamente da interventi di upgrading a biometano, e revamping di impianti biogas.

Il modello vincente sarà sicuramente basato su una progressiva integrazione fra produzione agricola e di energia, affiancato da una gestione ottimizzata dei reflui (anche questi sfruttabili in base al loro BMP potenziale)

Secondo l’IEA, il biometano troverà applicazione crescente in diversi comparti, fra i quali i più interessati saranno il trasporto pesante, l’industria hard-to-abate e la produzione elettrica flessibile.

Il ruolo degli EPC nel nuovo scenario

Per tutti gli operatori del settore, comprese le aziende e gli EPC contractor, il biogas agricolo rappresenta una delle possibilità di crescita più concrete.

Le principali opportunità che il settore degli EPC deve cogliere in questo momento, variano dallo sviluppo di nuovi impianti, (specialmente per quanto riguarda il settore del biometano), alla riconversione degli impianti esistenti. Valutare interventi di revamping e repowering è fondamentale per rendere più appetibili gli impianti a possibili investitori.

La necessaria integrazione fra filiere agricole e dedicate alla produzione di energia, diventa l’obbiettivo finale. un processo che permetterà a due settori economici fondamentali di sostenersi e prosperare, nell’ottica di un mercato delle energie e dei prodotti agricoli sempre più interconnessi.

Un processo che però non può realizzarsi senza adeguate competenze progettuali e autorizzative, capacità avanzate legate alla gestione della supply chain delle biomasse e integrazione impiantistica sempre più avanzata

Nonostante il forte potenziale ancora di la da esprimere, il settore presenta alcune criticità, fra le quali spiccano una cronica incertezza normativa e in termini di tempi autorizzativi, unita alla variabile disponibilità e logistica delle biomasse

Questi elementi tuttavia rappresentano anche un filtro importantissimo, utile a scremare il mercato. Premieranno, infatti, gli operatori più strutturati e in grado di adattarsi alle evoluzioni normative e tecniche.

 

Biogas agricolo. il futuro di un asset strategico

Il biogas agricolo sta entrando in una nuova fase: sta infatti passando da tecnologia incentivata ad asset strategico della transizione energetica.

Le opportunità sono veramente concrete. sia che vi occupiate di investimenti, siate inseriti nel settore industriale o in quello agricolo. C’è sempre però da tenere in considerazione una serie di indicatori.

L”implementazione e soprattutto l’evoluzione di una tecnologia energetica, richiedono una visione industriale di medio-lungo periodo, un bagaglio importante di competenze tecniche e un approccio il più possibile integrato. L’ultimo punto risulta particolarmente delicato, in un mondo che vive sempre più di integrazione fra le diverse tecnologie di produzione di energia rinnovabile.

Non si tratta più infatti, di capire se il settore crescerà, ma che tipo di investimento fare per soddisfare la dieta energetica del vostro business.

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